Lettera di una mamma

Gent. dott. Cerabolini e amici tutti dell’associazione, da tempo voglio scrivervi per ringraziare e comunicare la mia soddisfazione per l’esperienza che stiamo facendo, insieme con la volontaria da voi inviata.

Daniela ha vent’anni e quello che in questi due anni ci sta regalando è davvero tanto: non solo il sabato pomeriggio posso organizzarmi del tempo solo mio (e ci conto!) ma so anche che mia figlia Valentina (di tredici anni, con un grave ritardo mentale e problemi relazionali) ha una persona tutta per lei che viene a trovarla. Con la conoscenza è nata anche la fiducia e, di volta in volta, si decide insieme se rimangono a casa (anche da sole) oppure escono (prendono il tram, vanno in P.zza Duomo, al Castello, all’Acquario).

Ogni volta che le vedo andare fuori insieme, penso che Valentina va in giro con un’amica della sua età, come fanno al sabato tutti gli altri ragazzi, e allora mi commuovo. Questo delle relazioni con gli altri è un grosso problema, accentuato nelle famiglie con disabili sia per la difficoltà oggettiva che hanno i nostri figli a relazionarsi con gli altri (e gli altri con loro) sia perché noi famiglie tendiamo a rinchiuderci con la convinzione di meglio proteggerli.

Anche richiedere l’intervento di un volontario, che sembrerebbe cosa comoda e semplice, in realtà è una decisione non facile da prendere: innanzitutto ci sono timori e disagio al pensiero di avere in casa un “estraneo” che si troverebbe a condividere o anche solo ad assistere a situazioni intime e imbarazzanti. Poi è difficile accettare l’idea di affidare ad un altro impegno e responsabilità che, da quando i nostri figli sono nati, spettano solo a noi. Spesso noi madri ci troviamo anche di fronte alla posizione scettica dei mariti che, anche quando non siano del tutto contrari, non ci sono d’aiuto a superare dubbi e sensi di colpa, lasciandoci ogni responsabilità della decisione (“fa quello che vuoi”). Insomma credo che il rapporto con un volontario sia un privilegio ma anche una conquista che da un lato arricchisce i rapporti di nostra figlia e nostri, dall’altro è un premio meritato. Ringrazio Daniela e tramite lei tutti quanti i volontari e l’Associazione Pini per il grande regalo che ci fate, contribuendo a rendere più ricca e serena la quotidianità della mia famiglia.

Un abbraccio di cuore Daniela Zanchi, Madre di V. Mazza.